“Il piccolo enologo”: firmare un vino è possibile al Casato Prime Donne

Tutti gli enoappassonati sognano di avere un vino proprio, che mostri il proprio carattere, i tratti distintivi della personalità e di poter dire: “questo vino l’ho fatto io”. Da oggi tutto questo è possibile grazie alla Signora del Brunello, Donatella Cinelli Colombini.
Il progetto è una novità assoluta in Italia: si chiama “piccolo enologo”, un nome simile al gioco per bambini “piccolo chimico” con cui tantissimi di noi hanno fatto i primi passi nel magico mondo della sperimentazione. Ma in questo caso si rivolge agli adulti, anzi a wine lovers adulti che vogliono provare l’emozione di fare un grande vino secondo il loro gusto. Due le location di questa esperienza, a scelta tra Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda nel Sud della Toscana. La partecipazione minima è di 4 persone (18€ ciascuno) e la massima è di 12 (16€).
Il programma dura circa due ore ed è molto coinvolgente: si inizia con la visita guidata ai vigneti e alla cantina. Al Casato Prime Donne, dove nasce e matura il Brunello, le botti sono intercalate da dipinti che narrano la storia di Montalcino, mentre alla Fattoria del Colle, in cui vengono prodotti Orcia, Chianti Superiore e Supertuscan, la cantina è nel sotterraneo della villa cinquecentesca e ci sono anche l’eremo con i Brunello antiquari e il sottotetto della vinsantaia. Due piccole cantine boutique, molto diverse ma ugualmente interessanti.
Durante la visita gli ospiti preleveranno il Sangiovese in purezza da una botticella di rovere ed inizieranno una degustazione molto particolare: primo assaggio con Rosso di Montalcino – un Sangiovese in purezza che mostra tutte le migliori qualità di questo vitigno ovvero eleganza, armonia e finezza concentrate in un vino giudicato 91/100 dalla prestigiosa rivista inglese “Decanter” – e secondo assaggio con Leone Rosso Doc Orcia, 60% Sangiovese e 40% Merlot. I wine lovers iniziano quindi in questo modo il loro percorso nell’affascinante e complesso argomento del blend, prima di cimentarsi, loro stessi, a mescolare Sangiovese, Merlot e Sagrantino, 3 vini nati da vitigni diversi, vinificati e maturati in botte separatamente. Cilindri graduati, bicchieri e tante prove per cercare quell’equilibrio perfetto fra alcool, acidità e tannini: i risultati finali si confronteranno poi con il vero Supertuscan contenente gli stessi vini, ovvero “Il drago e le 8 colombe” giudicato con 90/100 da “Wine Spectator”. Un assaggio che si presenta semplicemente come un primo passo nel mondo delle degustazioni tecniche, un modo divertente per misurarsi con la difficile arte dell’enologo, una professioni per la quale occorrono molto talento e molti anni di studio. Quella che viene proposta è un’esperienza importante e unica per chi ama davvero il grande vino e vuole capirlo profondamente. Al termine della “performance”, ciascun partecipante potrà portare a casa – oltre a molte nuove conoscenze – anche un diploma, scherzoso ma non troppo, da attaccare nella propria bottiglieria.

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