Il Vigneto si connette, con Case Basse e Gaja a Montalcino arriva il progetto iXem Cam

Attraverso microcamere che controllano i grappoli d’uva ad ogni ora, il vignaiolo, attraverso un comune smartphone èin contatto diretto con la vite che “si racconta” comunicando, per esempio, se ha sete, freddo o abbastanza sole. L’ultimo campo di applicazione studiato da iXem Labs del Politecnico di Torino è quello della viticoltura virtuale: con la tecnologia wireless il vigneto diventa ‘smart’.
Il progetto, realizzato insieme alle Cantine Gaja di Barbaresco, all’azienda Case Basse Soldera di Montalcino, e alla Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile di Panzano in Chianti, applica, infatti, le più avanzate tecnologie wi-fi al monitoraggio delle viti, per favorire la qualità del prodotto e ottimizzare le tecniche di coltivazione.
A firmare il progetto di wifi delle vigne, una sorta di telemedicina della produzione vitivinicola, è lo scienziato Daniele Trinchero, docente del dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino che coltiva anche una passione per il vino, tanto che è anche membro dell’Associazione Italiana Somellier. Pionieri del progetto che si chiama IXemCam – una webcam in grado di catturare immagini ad alta definizione e, allo stesso tempo, di rilevare temperatura e umidità, come spiega Trinchero in un in’intervista alla Montalcinonews – sono stati i piemontesi del Barbaresco ma oggi la tecnologia è arrivata anche nelle terre di Siena, a Montalcino e a Montepulciano. Il progetto è sviluppato dal laboratorio iXem, diretto proprio da Trinchero. “Siamo specializzati – spiega – nelle applicazioni di nicchia delle comunicazioni wireless: il monitoraggio dell’ambiente, l’assistenza ai servizi, l’agricoltura intelligente, il monitoraggio in alta montagna”. Spesso i progetti, nascono dalla conoscenza personale di realtà che apparentemente con applicazioni di telecomunicazioni non avrebbero nulla a che fare: “mettiamo insieme cose diverse – spiega – mettiamo a frutto la mentalità degli italiani di sapersi un pò arrangiare. Gli americani non lo capiscono, sono più rigidi, legati a schemi precostituiti”. E così lo stesso laboratorio ha messo in piedi un progetto sul monitoraggio degli acquedotti in Qatar, che è durato quattro anni. Un sistema rivoluzionario già applicato sulle colline del barbaresco: poca spesa e ottimi risultati. “intervenendo subito, quanto spuntano insetti o malattie, si evitano sostanze chimiche. Le microcamere che controllano i grappoli d’uva ogni ora e sul cellulare il vignaiolo apprende se hanno sete, freddo o abbastanza sole”. Non solo questa tecnologia porterebbe anche ad un notevole risparmio economico: trattare un vigneto con il metodo tradizionale costa 900 euro per ettaro, con i sensori wi-fi bastano 225 euro, un risparmio di quasi 700 euro ad ettaro.

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