Brunello: 150 anni dalla prima vendemmia

Brunello-1865

Brunello-1865

La storia del vino di Montalcino inizia da lontano e la prima vendemmia risale a ben 150 anni fa. Furono infatti Clemente Santi e Tito Costanti, con la vendemmia 1865 a dare il via alla nascita di questo prestigioso vino, oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Il Brunello, come lo conosciamo oggi nasce negli anni dell’Unità d’Italia. Infatti, è proprio tra il 1865 e il 1869 che si intensificano i tentativi di vinificare l’uva di Brunello in purezza e maturare il vino in botte ma, fino a quegli anni, produrre un vino rosso con quattro o cinque anni di invecchiamento era qualcosa di eccezionale in Italia. Qualcosa, che sembrava un esclusiva dei prestigiosi vini francesi, fino ad allora.
Ma quando compare, in un documento ufficiale, la prima volta il nome “Brunello”? Secondo i documenti risale al 1870, quando a Siena si tenne una storica Expo provinciale di “Arti belle, industrie e agraria”, che raccoglieva 436 vini. Da Montalcino arrivarono 10 produttori, che presentavano tipologie tra le più variegate, da “moscadello” a “rosso comune”, da “vin santo” a “bianco comune”. Ma dagli atti originali risulta che furono solo in 3 a presentare la tipologia “Brunello”: Santi (con una vendemmia 1865), Costanti (1865 e 1869) e Galassi (1868).
Ma non finisce qui. La relazione della commissione ampelografica della Provincia di Siena, risultato di studi fatti dal settembre 1875 all’ottobre 1876, ci porta a dire, grazie a un manoscritto ritrovato nella cantina di Castelgiocondo di Guido Angelini, che il Brunello sia stato uno dei vini più studiati nella seconda metà dell’800.
E quale migliore celebrazione di questa importante ricorrenza, se non con una vendemmia, la 2015, che ha tutte le carte in regola per essere annoverata fra le migliori vendemmie di sempre?

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