Banfi saluta il suo fondatore Harry Mariani

“Mio padre ha dato un grande contributo alla cultura del vino italiano e del suo commercio, già in anni in cui la cultura del vino di qualità non era ancora sviluppata, dando la possibilità ai consumatori di godere del meglio della produzione enoica in particolare del Belpaese”. Così James Mariani, figlio di Harry e co-CEO di Banfi, ha ricordato il padre che si è spento il 5 gennaio a Huntington (New York) all’età di 78 anni.
Harry Mariani nasce a New York il 21 gennaio del 1937, figlio più giovane di John Mariani Sr. e sua moglie Eva, che avevano stabilito la Banfi, ditta di importazione di vino e cibo per le comunità italo-americane, nel Greenwich Village già a partire dal 1919.
Harry trascorre gran parte della sua infanzia a Long Island, a Garden City, qui frequenta il liceo prima di studiare alla Colgate University e conferire la laurea in economia nel 1959. Nello stesso anno sposa la fidanzata del liceo, Anne.
Entrato nell’azienda di famiglia subito dopo la laurea, va ad affiancare il padre ed il fratello John Jr. nella azienda che ormai si è specializzata in vino di qualità, occupandosi coordinamento marketing e vendite negli Stati Uniti mentre suo fratello, che aveva viaggiato in Europa durante i due anni trascorsi nell’esercito, si concentra sulla ricerca di nuove fonti di vino all’estero e in California. Quando il padre nel 1964 lascia l’azienda John diviene amministratore delegato, mentre Harry presidente.
I fratelli, con il loro rapporto simbiotico hanno fatto in modo che la società funzionasse e crescesse. John, spumeggiante ed ispirato fornisce idee, Herry, pacato ed equilibrato, traduce le idee del fratello in fatti, in business. È attraverso questo lavoro di squadra che la Banfi riesce a fare un passo in avanti e nel 1967 arrivano in Emilia Romagna per esportare il Lambrusco di una coperativa di contadini chiamata Riunite. Nel 1983 Riunite è il primo vino importato in America.
Il successo del Lambrusco permette ai fratelli di realizzare un altro sogno quello di passare dall’importazione alla produzione di vino. A metà degli anni 1970, assumono l’enologo italiano Ezio Rivella per scoprire i vigneti della Toscana. Nel 1977, acquistano 2.830 ettari di terreno dei quali circa 800 destinati a vigneti specializzati oltre che sull’immancabile Sangiovese, anche su Cabernret Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay ed alberi da frutto. Qui fondano la Castello Banfi che, oltre ad avere le capacità di cantine già esistenti a Montalcino come Biondi Santi, inventore del Brunello, da la chiave di volta facendo conoscere questo prodotto di eccellenza prima in America poi in tutto il mondo.
Mariani lascia la moglie, Anne, le sue figlie Ginny Kitt e Katy Goodrich, i suoi figli James (attualmente di Banfi co-CEO) e John, 8 nipoti, i fratelli Joan e John.

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