Il Brunello 2011 e la Riserva 2010 per Kerin O’Keefe

“Le Riserve 2010 sono più convincenti dell’annata, con un impeccabile equilibrio, moderazione e complessità. E mentre molte altre Riserve hanno potenziale di invecchiamento, queste sono ancora più immediate. Questo significa che non si dovrà attendere decenni prima di godere di questo vino, come avviene di solito per questa categoria. Ho anche dato un raro punteggio di 100 punti per la splendida Riserva di Biondi Santi, che mostra un potenziale molto alto di invecchiamento”.

Così Kerin O’Keefe, da aprile 2013 nuovo editore italiano di “Wine Enthusiast Magazine”, la rivista a stelle e strisce tra le più autorevoli, definisce il Brunello di Montalcino Riserva 2010 e incorona, con i 100/100, il Brunello Riserva 2010 della cantina Biondi Santi. Seguono nella Top 10, le Riserve di Baricci Nello (98 punti), Conti Costanti (98 punti), Gianni Brunelli (97 punti), Poggio di Sotto (97 punti), Ciacci Piccolomini d’Aragona Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro (97 punti), Canalicchio di Sopra (96 punti), Fuligni (96 punti), Padelletti (96 punti) e Terralsole (96 punti).
Kerin O’Keefe, che ha degustato anche il Brunello 2011, dichiara: “Forse il più grande svantaggio per il nuovo nato in casa Brunello, il 2011, è che arriva sulla scia dell’ampiamente acclamato 2010. Premiato con quattro su cinque stelle da parte del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, il 2011, non sarà ricordato come un epoca storica”.

 

E fra le 10 Top etichette di Brunello 2011 spuntano i nomi di Le Potazzine (97 punti), Capanna (95 punti), Conti Costanti (95 punti), Gianni Brunelli (95 punti), Il Marroneto Madonna delle Grazie (95 punti), Le Chiuse (95 punti), Lisini (95 punti), Poggio di Sotto (95 punti), Donatella Cinelli Colombini Progetto Prime Donne (94 punti) e Livio Sassetti Pertimali (94 punti).
“Nel complesso – prosegue O’Keefe – i vini sono succosi, tanto da superare le mie aspettative data la difficile stagione torrida. Il miglior spettacolo è la capacità di resistenza, e più di un paio di vini dalla complessità inaspettata. Anche i migliori vini, quelli che mostrano equilibrio, struttura e finezza, con poche eccezioni, sono costruiti per il consumo a medio termine, rispetto al Brunello di annate classiche”.

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