Colle Massari: dopo Poggio di Sotto acquista La Velona

Non si ferma la voglia di Brunello dei winelovers – i “non addetti ai lavori” che amano, studiano e si dilettano nel degustare e acquistare bottiglie blasonate – diventati un vero e proprio popolo che segue da vicino aste, manifestazioni e degustazioni in tutto il mondo, e che ha un sogno del cassetto: quello di poter acquistare una propria azienda, e produrre così un vino che risponda esattamente al proprio gusto. E, dopo americani, argentini, panamensi, brasiliani tedeschi e non solo investono nel Brunello di Montalcino.
Sul fronte delle compravendite, l’ultima notizia, data da WineNews, uno dei siti più amati dagli amanti del buon bere, è quella dell’acquisizione, da parte del Gruppo ColleMassari di Claudio Tipa (ColleMassari nel Montecucco, Grattamacco a Bolgheri e Poggio di Sotto a Montalcino) dell’azienda agricola La Velona da Eugenio Buontempo, una delle realtà più prestigiose del territorio, con 12 ettari di vigneto, di cui 7 a Brunello, per un affare stimato sui 6 milioni di euro. Con il Gruppo che, così, porta a 23 gli ettari complessivi iscritti a Brunello (con i 16 di Poggio di Sotto), e continua nella sua strategia, come spiega lo stesso Claudio Tipa a WineNews: “vogliamo diventare una delle realtà di riferimento del territorio di Montalcino, e compreremo tutto quello che ci sarà possibile comprare, anche fossero piccoli pezzi di vigna alla volta”. Una strategia chiara, per un affare importante, che è solo l’ultimo di una lunga serie, guardando solo i mesi recenti. E, dai rumors di WineNews, altri affari starebbero per concretizzarsi, come l’acquisto di un ulteriore ettaro di vigna a Brunello da parte di Mastojanni del Gruppo illy, guidato da Riccardo Illy, vicino a Podere Le Ripi del fratello Francesco Illy (che il 20 febbraio inaugurerà la nuova “Cantina Aurea”, costruita secondo le tecniche degli antichi Romani, ndr), e quello di 30 ettari di terreno, di cui 1,5 vitato a Brunello, da parte di Elisabetta Gnudi, proprietaria di Caparzo e Altesino (90 ettari di vigneto complessivi a Montalcino, di cui 9 a Brunello), sfruttando il diritto di prelazione sui terreni confinanti.
Ultima di una serie di acquisizioni che, a Montalcino, iniziano a partire dagli anni ’70 con la famiglia italo-americana Mariani che arriva a Castello Banfi. Si prosegue con l’acquisto, nel 2000 del Palazzone da parte di Richard Parsons, fino al gruppo del Caffè Illy, dal 2008 proprietario della cantina Mastrojanni. Risalgono invece al 2011, l’acquisto da parte di Louis Camilleri della Tenuta Il Giardinello e la vendita di Poggio di Sotto a Claudio Tipa della famiglia Bertarelli. Del 2012, poi, la vendita di Poggio Landi, ad un imprenditore argentino, l’acquisto di Tenuta Oliveto da parte della Soleya International Corporation di Panama, e l’annuncio di nuove acquisizioni di Saiagricola su La Poderina. Mentre nel 2013 ha visto il passaggio di Argiano dalla contessa Noemi Marone Cinzano ad un gruppo di investitori brasiliani. È poi la volta, a settembre 2014 di Le Macioche che passa nelle mani di tre imprenditori e amici di vecchia data Massimo Bronzato, Stefano Brunetto e Riccardo Caliari, e, nel 2015 la Fattoria Casisano Colombaio acquisita dalla famiglia dell’Amarone, i Tommasi, della Cerbaiona che da Diego e Nora Molinari, da 38 anni proprietari dell’azienda di Montalcino, è passa nelle mani del gruppo guidato da Gary Rieschel e di Podere Salicutti acquistata da un imprenditore tedesco dalle mani del suo fondatore, Francesco Leanza.

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