Brunello di Montalcino 2011: prime impressioni by Massobrio

“A Montalcino s’è scoperta anche la figura del degustatore-ghiottone. Ossia quello che prima assaggia le riserve del 2010, con la paura che finiscano. E poi una volta obnubilato da tanta bontà si butta sui 2011. I produttori ti dicono che il 2011 non era il 2010, ma poi qualcuno fa la riserva anche del 2011. C’è una media buona soddisfazione per questa annata che entra in commercio”. Così Paolo Massobrio di La Stampa racconta le sue impressioni per l’edizione 2016 di Benvenuto Brunello e svela i suoi vini preferiti.
Per il Brunello 2011 c’è “un poker da scoprire. Quello di Tassi, davvero eccellente sia nella linea base sia nella selezione Franci, che abbiamo trovato superiore. Grande rivelazione per noi è poi stato il Brunello 2011 di Campogiovanni. Accanto a loro ai vertici assoluti due nostri antichi amori, che si i confermano di anno in anno: Fattoi e Fanti.
Ma nella rosa dei finalisti, con voti superiori ai 4 asterischi, ci sono: Salvioni, La Rasina, Ridolfi “dalla speziatura marcata” Argiano, Capanne Ricci, Uccelliera, Potazzine, Poggio Antico, Mastrojanni, Silvio Nardi, Talenti, San Polo, La Fiorita, Il Poggione, Citille di Sopra, Col d’Orcia, Sesti, Sesta di Sopra e “una spettacolare” Tenuta di Sesta. “Aveva infine una speziatura elegante Baccinetti, altra scoperta degli anni passati in crescita, così come Tiezzi. W il Brunello 2011”.

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