Sullo sfuso il Brunello è il rosso più quotato. Cencioni: “la qualità è sempre stata un nostro obiettivo”

Un nuovo primato per il Brunello di Montalcino che, dati alla mano, può essere considerato ancora una volta a tutti gli effetti il “re degli sfusi”. Il “borsino” degli sfusi di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), su dati riferiti a giugno 2017 e analizzati da WineNews, fa emergere un quadro decisamente variegato ma non omogeneo. Per quanto riguarda i rossi è proprio il Brunello di Montalcino il vino che raggiunge la quotazione più alta in assoluto, oltrepassando i mille euro al quintale. Una notizia accolta in modo positivo dal settore. Contattato dalla Montalcinonews ll presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni spiega “come i numeri dimostrino i risultati importanti ottenuti e sono un effetto della scelta del 2006 di diminuire le rese. Sul prezzo dello sfuso ci siamo mentre su quello della bottiglia ci sono alcuni casi non all’altezza del marchio anche se va sempre analizzata la situazione azienda per azienda. La quotazione tocca anche punte superiori ai 1300 euro al quintale. La qualità è sempre stata un nostro obiettivo, siamo sulla strada giusta ma è giusto non porsi limiti”. Un parere confermato dal direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino Giacomo Pondini: “il dato è indicativo di un momento positivo per la denominazione e certifica come tutta la filiera di produzione sia remunerata in modo adeguato”.

Champagne & Cioccolato, nasce una liaison per sedurre l’Italia

Champagne&cioccolato un binomio inedito e “ad alto tasso di seduzione”. Come riportato da Winenews la Maison Taittinger ha scelto come partner Domori, società del gruppo Illy, riferimento per il cioccolato gourmet e che si occupa di distribuire (anche) il Brunello di Montalcino Mastrojanni, cantina controllata dalla famiglia triestina. L’annuncio ufficiale è stato dato ieri a Milano presso la galleria di Rossana Orlandi, uno dei punti di riferimento del design cittadino. C’è soddisfazione da ambo le parti per un accordo che può aprire scenari interessanti per il futuro. Quando c’è affinità nelle idee tutto è possibile. Riccardo Illy ha dichiarato che “erano dieci anni (cioè da quando è stata acquisita dalla famiglia triestina) che Domori cercava un grande Champagne da distribuire”. Lo stesso identico tempo, come ha detto Clovis Taittinger, figlio di Pierre Emmanuel (che è il presidente), che la Maison di Reims “cercava un distributore con cui avere più affinità”. Per Taittinger l’accordo segna quindi un cambio storico del distributore in Italia dopo 60 anni e per il gruppo triestino un business di prestigio per la controllata Domori. Una rivoluzione trainata dai giovani della Maison. Clovis, in particolar modo, nonostante abbia poco più di 40 anni, in qualità di direttore export dell’azienda negli ultimi dieci anni, ha già “rivoluzionato” la distribuzione in 30 Paesi. Winenews sottolinea come l’idea condivisa dai due brand è quella di creare un portfolio di marche complementari contraddistinte da una qualità impareggiabile, rivolte a un pubblico selezionato che ricerca l’eccellenza.