Quando l’arte del Brunello di Montalcino incontra lo sport nasce un museo speciale

Vino e sport, un binomio che a Montalcino si sublima con l’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona. Paolo Bianchini non è solo un noto produttore di Brunello ma è anche uno sportivo a tutto tondo. E i suoi ottimi rapporti con il mondo dei pedali lo hanno spinto ad un’idea più unica che rara: costruire a pochi metri di distanza dalla cantina un vero e proprio museo che farebbe la gioia di qualsiasi appassionato di ciclismo: dentro ci troviamo magliette storiche e bici d’epoca che sono dei veri e propri pezzi rari da collezione. Moser, Casagrande, Scarponi, Cipollini, Fondriest, Bitossi, Colnago, sono solo alcune delle “chicche” appartenute ai grandi campioni ed oggi custodite gelosamente in azienda. Bianchini è stato (e lo è anche oggi!) un bravo ciclista e tuttora conserva forti legami con il mondo della bicicletta. Non a caso, infatti, tanti campioni spesso vengono da queste parti per parlare di ciclismo, ricaricare le pile tra un impegno agonistico e l’altro e sorseggiare un buon calice di Brunello di Montalcino. Bici e vino un legame solido e in forte crescita come testimoniato dai numeri di un turismo sportivo in rialzo e che qui, grazie alle strade bianche e ai suggestivi panorami, trova abbondante terreno fertile. E poi ci sono i grandi eventi: l’Eroica, la Granfondo del Brunello ma anche quella “mitica” tappa del Giro d’Italia 2010 che passò proprio per Montalcino e che fu impreziosita dalla vittoria di un campione come Cadel Evans con Vincenzo Nibali che quel giorno si trovava in maglia rosa nella grande corsa a tappe italiana vinta poi da Ivan Basso. Ma Bianchini ha anche la “sua squadra”, l’Asd Brunello Bike dove l’obiettivo non è solo vincere le tappe ma anche fare bene nel sociale: il ricavato dell’acquisto della maglia da parte dei sostenitori viene infatti devoluto in beneficienza. Sport, vino e solidarietà. Un tridente imbattibile e che merita un brindisi. A base di Brunello naturalmente…

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Top 10 “Wine Spectator”, il Brunello di Montalcino 2012 Casanova di Neri è l’unico vino italiano presente

C’è un vino solo al comando, un Brunello di Montalcino, a tenere alta la bandiera del ricco e variegato panorama enoico del Belpaese nelle prime dieci posizioni della “Top 100” del magazine Usa “Wine Spectator”, ritenuta da molti la più importante, sotto il profilo del valore aggiunto, del mondo del vino: è il Brunello di Montalcino 2012 di Casanova di Neri, alla posizione n. 4 (al n. 1 il Merlot Napa Valley Three Palms Vineyard 2014 Duckhorn). “Un Brunello ben strutturato, lineare e vibrante, capace di offrire una lunghezza eccezionale ed un finale sinuoso, da godere appieno tra il 2020 ed il 2035. Ha aromi e sapori di lampone, ciliegia, fiori, ma anche mineralità e tabacco”, come ha scritto nelle sue note di degustazione la firma di “Wine Spectator” Bruce Sanderson. Un’affermazione che bissa, in qualche modo, il primo posto, raggiunto nel 2006, con il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 di Casanova di Neri che poi è stata anche l’ultima volta che l’Italia è riuscita a guadagnare il gradino più alto del podio. Capace, negli anni, di coniugare costanza qualitativa e dimensioni produttive, Casanova di Neri conta su 35 ettari vitati a Brunello, in alcune delle zone più prestigiose e vocate del territorio, come Cerretalto e Tenuta Nuova, a cui ora se ne aggiungono, stando ai rumors WineNews, altri 7 ettari, nella zona di Sesta, acquistati per 5 milioni di euro. Ettari divisi tra Sesta, Fiesole, il vigneto che circonda la cantina, Poderuccio, tra le querce di fronte alla cantina, Podernuovo, il più alto dell’azienda, Le Cetine, su una collina a schiena d’asino immersa nella macchia mediterranea, Pietradonice, vigna piantata su una antica cava di onice, Cerretalto, una vecchia vigna in un anfiteatro naturale sul torrente Asso, e Spereta. “E’ stata sicuramente una piacevolissima sorpresa – queste le parole di Giacomo Neri rilasciate ieri alla Montalcinonews – dopo undici anni ritorniamo in alto in questa prestigiosa classifica e c’è una davvero una grande soddisfazione in azienda. Dedico questo risultato a mia madre in particolare, poi a tutta la famiglia e ai preziosi collaboratori che ogni giorno mettono passione, sacrificio e impegno in quello che fanno”.

Un brindisi “stellato” a base di Brunello di Montalcino con gli chef Bartolini e Bottura

Oggi a Parma, nella suggestiva cornice del Teatro Regio, è stata presentata la nuova Guida Michelin Italia, edizione 2018. Tante le personalità del mondo del vino, della stampa e dei sapori italiani che hanno seguito e partecipato all’evento. Montalcino, logicamente, non poteva mancare quando si parla di eccellenze enogastronomiche. E nella foto ricordo c’è anche il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con il vicepresidente Tommaso Cortonesi che appare insieme ai grandi chef Enrico Bartolini e Massimo Bottura oltre ad alcune firme di settore come Anna de Martino, Anna Scafuri, Licia Granello, Alessandro Regoli e Federico Pizzinelli di WineNews. Calici al cielo e cin cin con il re dei rossi, il Brunello di Montalcino, ovvio!

Il Giappone accoglie il Brunello di Montalcino, da Osaka a Tokyo tanti apprezzamenti per il re dei rossi

Sol Levante e Montalcino, separati da tanti chilometri di distanza ma uniti da una solida stima reciproca. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino diventa protagonista in Giappone. Prosegue il tour in Oriente dopo le tappe a Taipei e Hong Kong. La settimana sta continuando nel Paese più importante dell’Asia orientale che ormai da anni ha iniziato ad affezionarsi al vino e all’italian style. Il Consorzio è approdato ieri ad Osaka dove all’ora di pranzo si è tenuto il Walk around trade tasting. Subito dopo è iniziata la master class dedicata al Brunello di Montalcino 2012 con un focus sulle aziende Donatella Cinelli Colombini, Il Poggione, Sassodisole, Máté, Belpoggio. Una trentina i partecipanti tra wine-lovers e addetti ai lavori con la consueta curiosità e attenzione mostrata per una delle eccellenze più famose del Belpaese. Salutata Osaka, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è arrivato nella capitale Tokyo dove si è tenuto un seminario andato “sold-out” sul Brunello di Montalcino 2012 delle aziende Barbi, Fanti, La Magia, Caparzo e Col d’Orcia. La degustazione proseguirà fino alle ore 20 e aprirà, dopo i professionisti del settore, anche ai tanti appassionati. Tokyo, la città più importante della nazione che rappresenta la terza economia al mondo, ha accolto con entusiasmo la delegazione partita da Montalcino. Ben 240 persone hanno partecipato al trade, 150 wine-lovers sono invece attesi per la serata. Il Giappone, così come le altre tappe precedenti, è un mercato interessato al vino e che ha molte potenzialità interessanti. Un benvenuto così caloroso può essere sicuramente di buon auspicio per il futuro. Queste le aziende presenti in Giappone: Barbi, Belpoggio, Capanna, Caparzo, Col d’Orcia, Cortonesi-La Mannella, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Il Poggione, La Fiorita, La Magia, Máté, Mocali, Sassodisole.

Il Brunello di Montalcino ha un fan speciale, è Richard Thaler Premio Nobel per l’Economia

Richard Thaler è un noto economista statunitense famoso (non solo) per aver ricevuto nel 2017 il Premio Nobel per l’Economia ma anche per essere una voce influente nell’opinione pubblica mondiale grazie alle sue teorie sulla finanza comportamentale. Thaler, però, è anche un raffinato appassionato di grandi vini. E in particolare del nostro Brunello di Montalcino. Lo abbiamo sentito qualche sera fa a Report, la popolare trasmissione d’inchiesta in onda sulla Rai e condotta da Sigfrido Ranucci. Thaler oggi insegna all’Università di Chicago e da più di dieci anni punta ad aiutare le persone a risparmiare per il futuro. In Italia storicamente lo sappiamo fare, negli USA un po’ meno visto che la voce fuori campo del servizio ha sottolineato come “un americano su tre non mette da parte neanche un dollaro per la pensione”. “La cosa più importante – dice nell’intervista Thaler – è che la gente cominci da subito a crearsi un programma di risparmio”. Questo perché, continua il professore, “risparmiare deve diventare la priorità. Ognuno di noi ha delle passioni, io per esempio ce l’ho per il buon vino. Ma prima di tutto si deve risparmiare e poi si beve il Brunello”. Perché poi, alla fine, ai piacere della vita non bisogna rinunciare e il Brunello è uno di questi. Parola di Premio Nobel.

Un debutto da ricordare quello del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ad Hong Kong

Dopo il successo e la curiosità ottenuta nella prima tappa a Taipei il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino non si ferma e ha proseguito il suo tour in Oriente con la seconda destinazione di Hong Kong: ieri si è tenuto un evento presso l’Asia Society con una degustazione a cui hanno partecipato numerosi produttori di Montalcino. Durante l’iniziativa è stato possibile seguire una masterclass sul Brunello 2012 condotto da Eleonora Guerini di Gambero Rosso e Jean-Charles Viens (vice-redactor Spirito di Vino Asia). Ecco l’elenco delle aziende che hanno partecipato: Barbi, Belpoggio, Capanna, Caparzo, Casisano-Tommasi Family Estates, Cerbaia, Col d’Orcia, Cortonesi La Mannella, Fanti, Il Poggione, La Fiorita, Máté, Mocali, Pietrarossa, Sassodisole, Scopeto del Cavalli, Tenute Friggiali e Pietranera, Villa I Cipressi. Atmosfera distesa e animata da un bel numero di appassionati e addetti ai lavori che hanno degustato e interagito con i produttori presenti. Al seminario hanno partecipato una trentina di professionisti e al tasting circa 200 operatori. E per finire è stata scattata una bella foto di gruppo per immortalare una giornata da ricordare, d’altronde si trattava della prima volta del Consorzio del Brunello ad Hong Kong. Un esordio certamente positivo in un mercato interessante e in crescita che sta dimostrando di apprezzare l’eccellenze italiane: e il Brunello di Montalcino è certamente una di queste.

Il Brunello di Montalcino come simbolo del lifestyle italiano, grande partecipazione e interesse a Taipei

Continua con interesse e partecipazione il tour in Oriente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. La prima tappa è stata quella di Taipei dove si è tenuta una masterclass dedicata al Brunello 2012 in occasione del “Top Italian Wines Road Show” di Gambero Rosso. In una cornice elegante e animata da una grande affluenza di appassionati e addetti ai lavori con il corner allestito appositamente affollato di wine lovers che hanno potuto degustare il Brunello di Montalcino 2012 e il Rosso di Montalcino 2015 di alcune aziende del nostro territorio come Barbi, Belpoggio, Casisano-Tommasi Family Estates, Col d’Orcia, Cortonesi La Mannella, Il Poggione, La Fiorita, La Magia, Máté, Pian delle Querci, Sassodisole, Tenute Silvio Nardi. Il seminario si è anche trasformato in un’occasione stimolante per un pubblico che si è dimostrato molto incuriosito e dedito ad approfondire la storia dei vini di Montalcino e dell’immagine che riescono a diffondere dell’Italia e del suo lifestyle. A Taipei c’è interesse per il settore del vino, un mondo che attira sempre di più le giovani generazioni che stanno entrando nel mercato con un’ottica diversa, ovvero quella di comprendere il vino tout court, a livello di territorio e non più di etichetta. Il mercato dell’Oriente ha delle grandi potenzialità e il viaggio del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino non si ferma. Oggi l’arrivo ad Hong Kong (per la prima volta nella storia del Consorzio) con un proprio evento organizzato presso l’Asia Society.

La collezione privata di Tachis all’asta, c’è anche il Brunello. La figlia Ilaria: “Montalcino tra le tappe più amate”

Un appuntamento sicuramente da ricordare e imprerdibile per tutti gli appassionati. Le grandi aste enoiche, ai giorni nostri, sono sempre più focalizzate su singole collezioni di grandi appassionati. Ma quella che andrà sotto il martelletto il 16 e 17 novembre a Torino, da Bolaffi (in collaborazione con Slow Food), sarà davvero unica e particolare, perchè si tratta niente meno che della cantina privata di Giacomo Tachis, padre nobile del vino italiano e prima firma del rinascimento enoico del Belpaese. Una scelta, quella di mettere in asta la collezione di Giacomo Tachis, che la figlia Ilaria, a WineNews, spiega così: “ho dovuto spostare i vini di papà nella mia cantina, ma non c’era spazio per tutti. E poi, ho pensato che queste grandi bottiglie è giusto che vengano bevute dagli appassionati, noi non possiamo farlo da soli. E ho pensato anche che al babbo avrebbe fatto piacere, come gli farà piacere che parte del ricavato dell’asta andrà in beneficenza, in parte all’associazione Luca Coscioni, che si occupa di temi come le libertà civili ed i diritti umani, la ricerca scientifica, le scelte sul fine vita e così via, che ai miei genitori stavano particolarmente a cuore, e in parte alla comunità di San Casciano Val di Pesa”. E così, i vini messi insieme negli anni da Tachis, (tra cui le vecchie annate di Biondi Santi e Col d’Orcia) saranno i grandi protagonisti della due giorni d’asta che vede in catalogo complessivamente 1.368 lotti, per un valore di catalogo di 660.000 euro.

Ilaria Tachis ha inoltre raccontato i viaggi, assieme a suo padre, nella terra del Brunello. “Anche Montalcino era tra le tappe più amate in Toscana, io andavo spesso e volentieri in giro con lui, mi piaceva godere dell’atmosfera della tradizione del tempo passato che si percepiva nelle fattorie toscane. Ricordo il fascino del Castello di Argiano, la grande villa e le maestose vigne circostanti, le cantine antiche con le volte e i muri anneriti dal tempo e le grandi botti e le piccole barrique dove riposava e maturava il famoso Brunello di cui tanto si parla nel mondo. Non mancavano mai gli stop culinari e gastronomici: la trattoria il Pozzo a Sant’Angelo e un panificio a Buonconvento dove si acquistavano i biscottoni fatti in casa e le “ossa di morto” da accompagnarsi al Vinsanto o al Moscadello”.

Per il Brunello 24 etichette da “Quattro Viti” nella guida dell’Associazione Italiana Sommelier

I numeri di Vitae 2018, la guida dell’Associazione Italiana Sommelier, sorridono a Montalcino e confermano l’appeal del Brunello. Nonostante nella disputa tra le migliori regioni italiane a spuntarla sia il Piemonte, con 124 vini premiati, seguito dalla Toscana a quota 94 e dal Friuli a 42, il Brunello di Montalcino con ventiquattro etichette (su un totale di 573) si aggiudica le “Quattro Viti”, il massimo riconoscimento. Questi sono i vini del nostro territorio finiti nell’elenco di Vitae 2018 e riportati da WineNews:

Brunello di Montalcino 2012 – Altesino
Brunello di Montalcino 2012 – Capanna
Brunello di Montalcino 2012 – Castello Tricerchi
Brunello di Montalcino 2012 – Pietroso
Brunello di Montalcino 2012 – Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2012 – Querce Bettina
Brunello di Montalcino 2012 – Salvioni – La Cerbaiola
Brunello di Montalcino 2012 – Tenuta Il Poggione
Brunello di Montalcino Filo di Seta 2012 – Castello Romitorio
Brunello di Montalcino Le Due Sorelle Riserva 2011 – Tenuta La Fuga
Brunello di Montalcino Luce 2012 – Luce della Vite
Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2012 – Il Marroneto
Brunello di Montalcino Phenomena Riserva 2011 – Sesti
Brunello di Montalcino Poggio Abate Riserva 2011 – La Poderina
Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2010 – Col d’Orcia
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura Riserva 2011 – Banfi
Brunello di Montalcino Riserva 2011 – Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino 2012 – Biondi Santi
Brunello di Montalcino Riserva 2011 – Biondi Santi
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 – Casanova di Neri
Brunello di Montalcino V. V. 2012 – Le Ragnaie
Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2012 – Caparzo
Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2012 – Mastrojanni
Brunello di Montalcino Vigna Soccorso Riserva 2011 – Tiezzi.

Tra “chiocciole” e “Grande Vino”, Slow Wine premia il Brunello di Montalcino

Autunno, tempo di guide e Montalcino risponde presente. Negli scaffali delle librerie è arrivata la pubblicazione Slow Wine riferita al 2018. Le ambite chiocciole sono state assegnate anche per alcune aziende di Montalcino come Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse. Nella categoria “Grande Vino” il Brunello è rappresentato dalle annate 2012 di Corte dei Venti, Costanti, Pietroso, La Cerbaiola – Salvioni, Podere Sante Marie – Colleoni, Le Ragnaie; dalle Riserve 2011 di Sesti, Stella di Campalto e Poggio di Sotto e dalla Riserva 2010 Poggio al Vento di Col d’Orcia. In “Vino Slow” il Brunello di Montalcino compare 6 volte con le annate 2012 di Terre Nere, Il Paradiso di Manfredi, Le Chiuse, Fornacina, Pian delle Querci e San Carlo.