Anche a Montalcino si è iniziato a vendemmiare

Una vendemmia da record. Almeno per quanto riguarda i tempi. Sono molte le aziende, anche a Montalcino, che si sono portate già avanti con i lavori. Come riporta la Montalcinonews, le motivazioni sono quelle di cui si sta parlando ormai da giorni: temperature altissime, siccità e problematiche legate agli ungulati che, ovviamente, rappresentano un pericolo per i raccolti nonostante le recinzioni montate da numerose cantine per cercare di arginare il fenomeno. Per quanto riguarda i bianchi la mobilitazione è già iniziata, con Col d’Orcia e Banfi in prima linea. Col d’Orcia addirittura ha già terminato, dopo aver deciso di raccogliere i primi grappoli di uva bianca il 9 agosto. Banfi ha iniziato ieri con il bianco, per il Merlot se ne riparlerà probabilmente i primi di settembre. Rispetto alle annate precedenti si può stimare un anticipo di circa quindici giorni per le vendemmie con tempistiche regolari. E c’è anche chi è già partito con il “rosso”. Castelgiocondo ha avviato la raccolta del Merlot, Col d’Orcia lo farà la prossima settimana (insieme al Syrah), all’incirca negli stessi giorni di vendemmia dell’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona. Mastrojanni invece ha deciso di aspettare. Abbiamo passato da pochi giorni la metà di agosto ma per le aziende del nostro territorio è già tempo di raccolti. Un’estate, questa del 2017, che difficilmente verrà dimenticata.

Recinzioni e pericoli per l’agricoltura, il problema ungulati a Montalcino è reale

Anche Montalcino è costretta a convivere con il problema degli ungulati. Nelle ultime settimane tante aziende del territorio sono corse ai ripari costruendo recinzioni intorno alle vigne. Ma evidentemente non basta. Ogni giorno viene fatta la conta dei danni che sono rilevanti. D’altronde, con la siccità che non indietreggia di un centimetro, e con le uve già dolci, i cinghiali non hanno altra soluzione per placare la loro sete se non quella di dirigersi verso i grappoli. Un problema che ne scatena altri: le recinzioni non sono certo il massimo per un paese che vive di turismo e poi gli animali, se non trovano accesso tra i filai, è molto più probabile che si presentino nella strada. Creando pericoli per gli automobilisti. Il tema è annoso e le opinioni non sono tutte uguali. Anche Confagricoltura Toscana si era espressa sull’argomento sollevando il problema ungulati. Un punto di vista condiviso e rilanciato da tanti produttori di vino del territorio di Montalcino ma non solo. “Fortunatamente – ha dichiarato Stefano Cinelli Colombini alla Montalcinonews – la redditività del Brunello permette di limitare i danni ma non in tutti i posti è così. I pozzi e le fosse sono secche, l’uva invece è dolce, quando un cinghiale ha sete cosa deve fare? La situazione però è diventata insostenibile, non era mai successo di mettere le recinzioni prima di settembre. Si è creata una militarizzazione del territorio in un posto che vive di turismo. E i danni temo che non finiranno da qui alla raccolta. Come si risolve il problema? Semplicemente applicando la legge regionale e quindi riportando gli ungulati ad un numero accessibile che sia compatibile con il territorio. In Toscana negli anni ’70 ce n’erano circa centomila adesso superano il mezzo milione con la cifra destinata a crescere di anno in anno. I cinghiali attaccano anche altri animali e sono un pericolo per chi guida perché sono la causa principale degli incidenti ben più dell’alcool e dei sinistri provocati dalle distrazioni con il telefono. Essendo poi animali intelligenti si dirigono anche in luoghi dove non si caccia rovinando ambienti di pregio. Ma soprattutto esiste il rischio che negli anni non si possa più vivere di agricoltura. Noi produttori siamo tutti favorevoli alla limitazione di questi animali e insieme agli altri Consorzi agiremo nei prossimi giorni per divulgare i danni che sono stati fatti e per informare la gente. A Montalcino ci sono 2100 ettari di Brunello, con dodici milioni di bottiglie come potenziale produttivo. Invece se ne producono otto milioni. E’vero che puntiamo giustamente sulla qualità ma sul numero, in parte, incide anche il fattore ungulati”.

Nella patria del Brunello ha fatto tappa una stella del cinema: l’attrice Michelle Williams

Come anticipato da Montalcinonews una star del cinema ha scelto di passare le vacanze nel territorio di Montalcino. E’ Michelle Williams, volto noto a tutti gli appassionati della settima arte, che proprio quest’anno ha ricevuto la quarta candidatura personale agli Oscar. Montalcino, il suo paesaggio e le sue eccellenze eno-gastronomiche: ingredienti vincenti di una formula che continua ad attrarre i turisti nella terra del Brunello. E all’appello non mancano le celebrità che in questo fazzoletto di Toscana trovano il posto ideale per quella forma di “turismo” slow che è prima di tutto uno stile di vita e poi un’esigenza per staccare la spina dai ritmi frenetici delle metropoli.

Dopo la famiglia Obama, Massimiliano Allegri e Ambra Angiolini, pochi giorni fa è stata la volta di Michelle Williams. L’americana è una delle attrici più quotate a livello internazionale ed è diventata popolarissima al grande pubblico sin dai tempi, era la fine degli anni ’90, di “Dawson’s Creek”, la fortunata serie televisiva che ha tenuto incollato davanti al piccolo schermo milioni di giovani. La Williams, in vacanza in Italia, pochi giorni fa si è concessa una sosta in Toscana consumando un pranzo alla trattoria “Il Pozzo” a Sant’Angelo in Colle nel territorio comunale di Montalcino. Un luogo accogliente e che punta sulla qualità scegliendo di valorizzare le tradizioni culinarie della zona. Nonostante gli occhiali scuri la bella attrice statunitense è stata notata molto presto, ma su questo c’erano davvero pochi dubbi. Il suo pranzo è stato leggero con il menù che ha privilegiato i piatti simbolo di questa terra. “E’ stata molto gentile – ha spiegato lo chef Simone Meattini a Montalcinonews – si è presentata con la figlia e, probabilmente, con il nuovo compagno. Ha parlato e si è intrattenuta con gli ospiti e abbiamo fatto una divertente foto ricordo”.

La Williams è diventata una delle interpreti più popolari del cinema e per ben quattro volte è stata candidata all’Oscar come migliore attrice. L’ultima proprio quest’anno nel film drammatico “Manchester by the Sea” dove la prova dell’attrice nata a Kalispell è stata molto apprezzata da tutti gli appassionati di cinema, senza dimenticare che la pellicola di Kenneth Lonergan ha conquistato due Oscar. Le altre candidature erano legate a film di successo come “I segreti di Brokeback Mountain”, “Blue Valentine” e “Marilyn”.

Il lungo weekend conclusivo di Jazz & Wine in Montalcino

Sarà un lungo e ricco weekend di musica quello che concluderà la ventesima edizione del Jazz & Wine in Montalcino. In Fortezza, questa sera, approda un altro Grammy Award, ovvero Roy Hargrove Quintet. Considerato uno dei più autorevoli trombettisti jazz al mondo Roy Hargrove, affiancato da Justin Robinson (sax alto, flauto traverso), Tadataka Unno (pianoforte), Ameen Saleem (contrabbasso) e Quincy Philips (batteria), proporrà un viaggio fatto di ritmo ed energia. Consacrato al primo posto come trombettista dai lettori della prestigiosa rivista Down Beat, Roy Hargrove è dotato di uno stile contemporaneo e personale con cui spazia nei vari generi musicali tra contaminazione e curiosità. Sabato 22 luglio spazio al jazz europeo con le trombe trascinanti di Enrico Rava e Tomasz Stanko che saranno le protagoniste dell’appuntamento di Jazz & Wine in Montalcino, il festival nato dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino. La Fortezza medioevale ospita l’European Legends Quintet, il nuovo progetto che lega i due artisti: musica scritta a quattro mani che darà vita a un jazz moderno, lirico e vibrante con due diversi suoni di tromba dentro un’unica band. Per la prima volta appaiono insieme per dirigere un quintetto d’eccezione che unisce i jazzisti Dezron Douglas (basso), Gerald Cleaver (batteria) e Giovanni Guidi (pianoforte). Chiuderà la ventesima edizione del festival, domenica 23 luglio, il pianoforte di Danilo Rea che con il suo “Something in our way”, proporrà un viaggio di note ed emozioni nei grandi successi di due storiche band inglesi, i Beatles e i Rolling Stones. Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Sullo sfuso il Brunello è il rosso più quotato. Cencioni: “la qualità è sempre stata un nostro obiettivo”

Un nuovo primato per il Brunello di Montalcino che, dati alla mano, può essere considerato ancora una volta a tutti gli effetti il “re degli sfusi”. Il “borsino” degli sfusi di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), su dati riferiti a giugno 2017 e analizzati da WineNews, fa emergere un quadro decisamente variegato ma non omogeneo. Per quanto riguarda i rossi è proprio il Brunello di Montalcino il vino che raggiunge la quotazione più alta in assoluto, oltrepassando i mille euro al quintale. Una notizia accolta in modo positivo dal settore. Contattato dalla Montalcinonews ll presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni spiega “come i numeri dimostrino i risultati importanti ottenuti e sono un effetto della scelta del 2006 di diminuire le rese. Sul prezzo dello sfuso ci siamo mentre su quello della bottiglia ci sono alcuni casi non all’altezza del marchio anche se va sempre analizzata la situazione azienda per azienda. La quotazione tocca anche punte superiori ai 1300 euro al quintale. La qualità è sempre stata un nostro obiettivo, siamo sulla strada giusta ma è giusto non porsi limiti”. Un parere confermato dal direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino Giacomo Pondini: “il dato è indicativo di un momento positivo per la denominazione e certifica come tutta la filiera di produzione sia remunerata in modo adeguato”.