Cotarella: “aborro quando sento parlare di annata del secolo, è povera anche sul piano qualitativo”

La stagione della vendemmia è arrivata e sono già arrivate alcune valutazioni da parte degli esperti. Che annata sarà? A livello di previsioni c’è chi è fiducioso e chi meno. Alla fine si faranno i conti di una stagione comunque anomala. Oggi è arrivato un parere importante, quello di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, intervenuto al convegno sul vino rosso nella città di Camerano, in provincia di Ancona. L’evento è stato organizzato dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini in occasione dei 50 anni della Doc del Rosso Conero. “Parlare di questa stagione mi mette tanta tristezza. Ad oggi la vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni. La situazione è ancora più pesante del -24% che abbiamo stimato qualche giorno fa. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno”. Queste considerazioni di Cotarella lasciano il segno e suonano, allo stesso tempo, sincere e realiste, fotografando una situazione molto particolare e che sta comunque preoccupando molti addetti ai lavori anche nel nostro territorio. Il presidente di Assoenologi ha sottolineato che pure in Francia e in Spagna lo scenario è simile a quello italiano. Per poi concludere con una considerazione: “a fronte di un innalzamento del grado zuccherino, riscontriamo comunque un’altissima acidità. E questo è molto anomalo”.

Anche a Montalcino si è iniziato a vendemmiare

Una vendemmia da record. Almeno per quanto riguarda i tempi. Sono molte le aziende, anche a Montalcino, che si sono portate già avanti con i lavori. Come riporta la Montalcinonews, le motivazioni sono quelle di cui si sta parlando ormai da giorni: temperature altissime, siccità e problematiche legate agli ungulati che, ovviamente, rappresentano un pericolo per i raccolti nonostante le recinzioni montate da numerose cantine per cercare di arginare il fenomeno. Per quanto riguarda i bianchi la mobilitazione è già iniziata, con Col d’Orcia e Banfi in prima linea. Col d’Orcia addirittura ha già terminato, dopo aver deciso di raccogliere i primi grappoli di uva bianca il 9 agosto. Banfi ha iniziato ieri con il bianco, per il Merlot se ne riparlerà probabilmente i primi di settembre. Rispetto alle annate precedenti si può stimare un anticipo di circa quindici giorni per le vendemmie con tempistiche regolari. E c’è anche chi è già partito con il “rosso”. Castelgiocondo ha avviato la raccolta del Merlot, Col d’Orcia lo farà la prossima settimana (insieme al Syrah), all’incirca negli stessi giorni di vendemmia dell’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona. Mastrojanni invece ha deciso di aspettare. Abbiamo passato da pochi giorni la metà di agosto ma per le aziende del nostro territorio è già tempo di raccolti. Un’estate, questa del 2017, che difficilmente verrà dimenticata.

Caldo, mancanza d’acqua e ungulati: i rischi per il settore vino

Il caldo e la mancanza d’acqua portano alla la maturazione delle uve che, pur rischiando di perdere aromi, sono ad oggi qualitativamente ottime. Ma la siccità crea conseguenze indirette come quella di rendere più “intrepidi” caprioli e cinghiali che aumentano di numero nelle campagne toscane e che, assetati, già da settimane attaccano i grappoli ancora non maturi. Secondo una stima di Confagricoltura Toscana il danno per la produzione di vino in Toscana si aggirerà intorno ai 20 milioni di euro.

“La situazione è disastrosa perché anche i sistemi di recinzione che gli agricoltori hanno predisposto intorno alle vigne, oltre ad avere un impatto notevole sul paesaggio, funzionano in maniera molto marginale – ha spiegato Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana – il numero degli ungulati cresce in modo esponenziale e in mancanza d’acqua affrontano anche le barriere che dovrebbero tenerli lontani per andare a prendere i frutti. Anche l’impiego di repellenti, in queste condizioni, rappresentano una forma di prevenzione dissuasiva con modesti risultati”. In attesa di provvedimenti per riportare la popolazione degli ungulati entro i limiti di densità sostenibili, nelle campagne gli agricoltori stanno mettendo in atto quelle lavorazioni del terreno per limitare i danni dati dalla siccità: “Bisogna sperare che dopo questa ondata di caldo le piante possano avere un po’ di ristoro. In alcune zone il processo di maturazione è in anticipo di almeno 20 giorni, ma l’arrivo della pioggia sarebbe essenziale per conseguire una maturazione equilibrata”, conclude Colpizzi.

Il problema degli animali che cercano acqua nei vigneti non è nuovo a Montalcino. Qualche settimana fa, Andrea Machetti, amministratore delegato di Mastrojanni (gruppo Illy) dichiarò alla Montalcinonews come “la selvaggina è grosso problema. In questo momento gli animali hanno sete e si buttano nei vigneti. Non c’è acqua e anche se l’uva è acerba, dà sollievo”.

Il lungo weekend conclusivo di Jazz & Wine in Montalcino

Sarà un lungo e ricco weekend di musica quello che concluderà la ventesima edizione del Jazz & Wine in Montalcino. In Fortezza, questa sera, approda un altro Grammy Award, ovvero Roy Hargrove Quintet. Considerato uno dei più autorevoli trombettisti jazz al mondo Roy Hargrove, affiancato da Justin Robinson (sax alto, flauto traverso), Tadataka Unno (pianoforte), Ameen Saleem (contrabbasso) e Quincy Philips (batteria), proporrà un viaggio fatto di ritmo ed energia. Consacrato al primo posto come trombettista dai lettori della prestigiosa rivista Down Beat, Roy Hargrove è dotato di uno stile contemporaneo e personale con cui spazia nei vari generi musicali tra contaminazione e curiosità. Sabato 22 luglio spazio al jazz europeo con le trombe trascinanti di Enrico Rava e Tomasz Stanko che saranno le protagoniste dell’appuntamento di Jazz & Wine in Montalcino, il festival nato dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino. La Fortezza medioevale ospita l’European Legends Quintet, il nuovo progetto che lega i due artisti: musica scritta a quattro mani che darà vita a un jazz moderno, lirico e vibrante con due diversi suoni di tromba dentro un’unica band. Per la prima volta appaiono insieme per dirigere un quintetto d’eccezione che unisce i jazzisti Dezron Douglas (basso), Gerald Cleaver (batteria) e Giovanni Guidi (pianoforte). Chiuderà la ventesima edizione del festival, domenica 23 luglio, il pianoforte di Danilo Rea che con il suo “Something in our way”, proporrà un viaggio di note ed emozioni nei grandi successi di due storiche band inglesi, i Beatles e i Rolling Stones. Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Sullo sfuso il Brunello è il rosso più quotato. Cencioni: “la qualità è sempre stata un nostro obiettivo”

Un nuovo primato per il Brunello di Montalcino che, dati alla mano, può essere considerato ancora una volta a tutti gli effetti il “re degli sfusi”. Il “borsino” degli sfusi di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), su dati riferiti a giugno 2017 e analizzati da WineNews, fa emergere un quadro decisamente variegato ma non omogeneo. Per quanto riguarda i rossi è proprio il Brunello di Montalcino il vino che raggiunge la quotazione più alta in assoluto, oltrepassando i mille euro al quintale. Una notizia accolta in modo positivo dal settore. Contattato dalla Montalcinonews ll presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni spiega “come i numeri dimostrino i risultati importanti ottenuti e sono un effetto della scelta del 2006 di diminuire le rese. Sul prezzo dello sfuso ci siamo mentre su quello della bottiglia ci sono alcuni casi non all’altezza del marchio anche se va sempre analizzata la situazione azienda per azienda. La quotazione tocca anche punte superiori ai 1300 euro al quintale. La qualità è sempre stata un nostro obiettivo, siamo sulla strada giusta ma è giusto non porsi limiti”. Un parere confermato dal direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino Giacomo Pondini: “il dato è indicativo di un momento positivo per la denominazione e certifica come tutta la filiera di produzione sia remunerata in modo adeguato”.